venerdì 16 ottobre 2015

RECENSIONE:JESSE MALIN (Outsiders)

JESSE MALIN Outsiders (One Little Indian /Audioglobe, 2015)





Ci siamo!
Ho sempre visto Jesse Malin come un talento incompiuto e l’immagine da eterno teenager (gli anni sono ora 47) ha contribuito a farmelo pensare. A farmi cambiare idea, però, ci hanno pensato gli ultimi episodi discografici: il precedente New York Before The War e questo, che esce a soli sei mesi di distanza, a conferma della buona ispirazione. Outsiders, diversamente dal suo comunque ottimo predecessore, è un disco immediato e rock, registrato in poche sessioni notturne, lontano da distrazioni, nello studio di Don Dilego in Pennsylvania. Il cantautore newyorchese è in forma e mette le chitarre davanti a tutto fin dalla title track in puro Bo Diddley style, passando da trascinanti honky-tonk a ritmi urbani e notturni (‘Edward Hopper’), dal funk con tanto di fiati al vecchio cuore punk che batte in ‘Here’s The Situation’ con J Mascis ospite e nella cover acustica di ‘Stay Free’ (Clash). Così diretto da far dire all’autore: “è talmente autobiografico che assisto addirittura al mio stesso funerale!”. (Enzo Curelli) da CLASSIX!#45 (Ottobre/Novembre)




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